|
Chi eravamo...
L’ANTENATO DEL “D’ANNUNZIO"
La storia del Liceo Classico “D’Annunzio” ha inizio nel
lontano 1924. Sorse allora il Liceo-Ginnasio, non ancora intitolato al poeta
pescarese, che aveva la propria sede in un piccolo edificio di via D’Annunzio e
conteneva in realtà una popolazione scolastica limitata alle tre classi
corrispondenti all’attuale scuola media.
1930: L’ISTITUZIONE DEL “D’ANNUNZIO”
Dopo l'istituzione della provincia di Pescara e
Castellammare Adriatico il solo triennio postelementare non basta più: il
progressivo incremento demografico rende necessario un corso liceale nel neonato
centro costiero, in modo da impedire l’esodo di tanti giovani, costretti a
recarsi a Chieti o a Teramo per frequentare il Liceo.
Il Regio Liceo Ginnasio viene istituito nell’ottobre del
1930. La sua sede, che precede quella definitiva e attuale, è situata in Riviera
di Castellamare Adriatico, l’odierno corso Vittorio Emanuele, principale arteria
della città, a pochi metri dalla stazione, posizione assai più adatta di Viale
D’Annunzio per la sua centralità. Qui rimane dal 1930 al 1935, in attesa della
sede monumentale. Inoltre molti allievi, non residenti a Pescara, trovano
alloggio al Collegio Adriatico, a ridosso del fiume, edificio ristrutturato di
recente e attuale sede della redazione del Messaggero.
La popolazione scolastica dell’anno 1930-31 è di 44
iscritti, numero certamente molto lontano da quelli degli anni successivi:
dai 390 nell’anno 1951 52 ai 1110 distribuiti nelle 44
classi dell’anno scolastico 2007-08.
1935: IL “D’ANNUNZIO IN
VIA VENEZIA”
L’attuale ubicazione del Liceo Classico “D’Annunzio” data
al 1935 e rientra nell’idea di un nuovo centro civico posto presso al fiume, il
confine tra Pescara e Castellammare, in modo da indicare l’unità dei due centri
prima distinti.
Sorgono a questo scopo nella medesima zona del Liceo i
palazzi della Prefettura e il Palazzo di Città.
Il progettista dei due edifici istituzionali e del Liceo
stesso è Vincenzo Pilotti.
...chi siamo
Il Liceo Classico “G.
D’Annunzio” è una delle scuole più prestigiose del territorio, del quale ha
condiviso e rispecchiato lo sviluppo socio-culturale, oltre che demografico.
Recentemente (14 Luglio 2006) il settimanale “Il Mondo” (gruppo
Rizzoli – Corriere della Sera) ha recentemente incluso il “D’Annunzio” tra “ ...
i grandi licei dove nasce la classe dirigente di domani”.
In realtà l’alta formazione assicurata dal Liceo Classico ha
costituito da sempre il background etico, prima ancora che culturale, su
cui numerosi studenti della scuola hanno costruito luminose carriere in ogni
campo della società civile.
Il Liceo propone alle nuove generazioni un’offerta educativa al
passo con i tempi, che coniuga serietà e qualità degli studi con le esigenze di
innovazione, volte ad assicurare una formazione umana e culturale completa e
moderna: l’intero edificio è stato cablato e predisposto alla
comunicazione telematica. In tutte le classi del triennio liceale è presente un
computer.
Nella consapevolezza della diversità delle attitudini che
caratterizzano ciascun studente, viene proposta ai giovani e alle famiglie una
pluralità di opzioni: ai corsi di ordinamento si affiancano
quelli sperimentali, che prevedono lo studio quinquennale della lingua
straniera, oppure i nuovi di programmi di matematica, mirati allo sviluppo delle
competenze auspicate dalla Comunità Europea grazie all’ausilio dell’
informatica, o anche entrambe le suddette innovazioni di lingua straniera e
matematica compresenti nel medesimo corso di studi.
Un’offerta formativa così ampia vuole essere non solo
rispondente alle attese del territorio, ma risultare conforme agli obiettivi che
l’Europa si è posta nella Conferenza di Lisbona, riassumibili nella volontà di
rendere l’economia del Vecchio Continente quella “... più competitiva e dinamica
al mondo, basata sulle conoscenze, in grado di realizzare una crescita economica
sostenibile con nuovi e più qualificati posti di lavoro e con una maggiore
coesione sociale”.
Tutto questo sarà possibile solo educando ad un abito mentale
fondato sulla riflessione critica, capace di rimettere in discussione
l’esistente con la flessibilità di atteggiamenti che la nostra società, in
vertiginosa trasformazione, esige e che la formazione classica è in grado di
garantire, perchè fornisce alle giovani generazioni non solo la capacità di
comprendere, ma anche di governare i processi di evoluzione economico-culturale
e di progettare autonomamente investendo sul futuro. |